Nel giorno in cui il fuoco di Vesta sfolgora più alto e forte, è bene ricordarsi dei lecci e della selce
La sporcizia è un fatto culturale e, finché non ci sarà una sollevazione, finché non pretenderemo una lustratio Urbis, una purificazione strada per strada, vicolo per vicolo, le impurità materiali e psichiche continueranno a signoreggiare sul nostro scontento.

L’altro giorno ho registrato un video per il sito del Foglio il cui senso (e titolo) era: Roma fa schifo, ma anche i romani non scherzano. Parlo della Roma storica, perché l’Urbe intangibile riluce nell’eternità che non conosce prima e dopo, non può decadere. La città che abitiamo con il nostro io storico, questa sì, è un letamaio invivibile. La mia tesi è che i cittadini non sono meno responsabili dei cattivi amministratori. La sporcizia è un fatto culturale e, finché non ci sarà una sollevazione, finché non pretenderemo una lustratio Urbis, una purificazione strada per strada, vicolo per vicolo, le impurità materiali e psichiche continueranno a signoreggiare sul nostro scontento. Gli antichi padri potevano tollerare la presenza dello sterco equino sul lastricato, ma a cadenza ciclica procedevano alla lustrazione dei confini, vietavano la sepoltura di cadaveri entro il pomerio, l’area delimitata dal solco di fondazione, obbligavano i cortei funebri a muoversi di notte, con il conforto dell’indistinto. Non si tratta soltanto di norme igieniche, o meglio si tratta di un’igiene anzitutto immateriale da perseguire per la salute del popolo e del Senato. E Igiene viene appunto da Ighièia, la dea della Salute che si accompagna al dio della medicina, Esculapio, figlio di Apollo. La salute è uno stato dell’anima.
La fede, per i Romani, suona come “fiducia” ed è una divinità (Fides) che presiede al rispetto della parola data: principale forma di purificazione interiore per chi non voglia vivere nell’immondizia. Come suggerì un gentiluomo che non svelerò, forse ispirato dal palindromo Genio di Roma, nel 1925: “Roma: e ivi è Amor! Ed è Fede! Ai Latini ingegni in Italia. E’ oracolo caro e Arca sacra. Roma domina l’animo d’Amor!”. E alto sfolgora il fuoco di Vesta.